
Un monumento medievale nel cuore di Roma — dimora di arte, storia e maestria artigianale
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Al centro di Piazza San Martino ai Monti si erge isolata dall'originario contesto urbano medievale la cosiddetta Torre dei Capocci. A partire dai primi del Novecento gli storici hanno assegnato a Giovanni Capocci, morto nel 1215, l'edificazione della torre basandosi su un passo della cronaca della vita di papa Innocenzo III (1198–1216).
Tra il 1204 e il 1208, Roma è terreno di scontri che contrapponevano il pontefice e la sua famiglia ai Capocci e al popolo romano, con una militarizzazione del territorio tra i colli Quirinale, Oppio ed Esquilino. La torre faceva parte del palazzo residenza della famiglia Capocci.
Il 10 novembre 1500 la proprietà, comprensiva di vigna, case e torre, passò a Vannozza Cattanei, e già nel XVI secolo divenne pertinenza del monastero di Santa Lucia in Selci — come documentano le piante di Du Pérac (1577), del Tempesta (1593) e di Falda (1676).
Tra la fine dell'800 e i primi del '900 ci furono gli ultimi restauri. Nella torre Alessandro Vessella (1860–1929), Capo della Banda di Roma, tenne il suo studio. Dal 1936 la Torre è stata affidata ai fratelli Giampaoli — Pietro, Celestino e Vittorio — per farne laboratorio artistico.
Il laboratorio è il cuore pulsante della produzione, dove innovazione e tradizione si incontrano. Ogni strumento racconta secoli di maestria artigianale tramandati di generazione in generazione.
Le presse sono strumenti fondamentali per la lavorazione dei materiali, garantendo precisione e forza in ogni fase del processo creativo e della stampa artistica.
La fonderia è il luogo in cui prendono vita le forme, attraverso la fusione e la modellazione dei metalli con tecniche antiche e strumenti che resistono al tempo.
Il terrazzo offre una vista mozzafiato sulla città eterna, un belvedere privilegiato tra i tetti di Roma che unisce storia millenaria e contemporaneità.
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L'incisione grafica è un'incisione lineare, con una profondità medio-minima ed un segno di solito lucido. Questo tipo di incisione ha diversi scopi di utilizzo: incisione di targhe, premiazioni, gioielli e nella stampa (acqueforti, xilografie etc).
Il bulino è lo strumento che permette l'incisione. I prototipi del bulino sono state le pietre usate dai Neanderthal per incidere pelli, legno e per sagomare altre pietre. Nei secoli la scoperta e l'uso di diversi metalli ha portato dalla pietra al carburo di tungsteno.

Per produrre in serie monete, decorazioni, bolli, sigilli (anelli con stemmi araldici o di amministratori) si usa incidere la matrice con il disegno in negativo, in modo che una volta impresso risultasse positivo.

Lo sbalzo e il cesello sono tecniche di lavorazione del metallo che permettono di creare rilievi e decorazioni su lastre metalliche attraverso la pressione e la rifinitura manuale con strumenti specializzati.

Esplora il catalogo completo delle opere di Celestino Giampaoli, maestro incisore che ha dedicato la sua vita all'arte dell'incisione nella Torre dei Capocci dal 1936 al 2012.